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Intervista alle Dee greche

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I MITI GRECI COME CHIAVE DI CONOSCENZA DELL’IO. Fra mito e astrologia Eleonora Cortese Boscarato svela un nuovo modo per conoscere e comprendere se stessi, basato sulla posizione della luna nel cielo quando nasciamo.

 

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Dimensioni 15 × 22.5 cm
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I MITI GRECI COME CHIAVE DI CONOSCENZA DELL’IO – ASTROFISIOGNOMICA

Fra mito e astrologia Eleonora Cortese Boscarato in “Intervista alle Dee greche” svela un nuovo modo per conoscere e comprendere se stessi.

Perché la posizione della luna nel cielo è importante quando nasciamo? E in che modo questo dato astronomico può influenzare in maniera determinante la nostra esistenza?

Lo spiega Eleonora Cortese Boscarato nel libro “Intervista alle Dee greche”, edito da Edizioni DBS nella nuova collana Astrofisiognomica. “Tutti noi – spiega l’autrice – conosciamo il nostro segno zodiacale. Ci sono però altri elementi, come per l’appunto la posizione dell’astro lunare nel nostro cielo natale, fondamentali per capire perché siamo fatti in un certo modo. In concreto: per ognuno di noi c’è un segno zodiacale specifico che influenza la nostra Luna. Tale segno ci conferisce delle caratteristiche psicologiche e fisiche “archetipe” ovvero riconducibili ad una specifica divinità dell’olimpo greco.

Athena, Afrodite, Ebe, Giunone solo per dirne alcune: nella personalità principale di ogni donna vive una di queste dee. Identificarla e conoscerla, come abbiamo raccontato nel libro, diventa una opportunità eccezionale per vivere meglio con se stessi e con gli altri.

L’assonanza tra le antiche divinità greche e la persona era già stata al centro delle riflessioni di Maestri della psicanalisi come   Jung e Hilmann – spiega Cortese – Quel che l’astrologia  offre è la possibilità di individuare quale è la divinità prevalente. Con il libro in mano, poi, sarà possibile scoprire in concreto cosa significa tutto questo nella quotidianità. Il libro è infatti ricco di esempi pratici e di consigli su come affrontare problematiche e situazioni tipiche di alcuni profili.

Attenzione però – avverte Cortese – in ogni donna c’è una dea predominante, ma altre stanno per così dire in seconda fila. Per usare una metafora musicale, la Luna di nascita rappresenta la tonalità fondamentale della nostra melodia, che è però composta da molti accordi, modulazioni, cadenze. Nel libro sono descritte le caratteristiche fisiche, caratteriali e predisposizioni sentimentali e realizzative delle dodici Dee greche principali. Conoscerle e capire come si muovono dentro di noi permette di risolvere molte apparenti contraddizioni interiori. E’ una chiave di lettura con cui possiamo aprire nuovi spazi interiori, vivere meglio, prendere in mano la nostra esistenza e divenire autori, registi ed attori sul teatro della vita.

 

INDICE
PRESENTAZIONE pag. 7
ARTEMIDE / DIANA pag. 13
AFRODITE / VENERE pag. 25

EBE/IUVENTAS pag. 39
ESTIA / VESTA pag. 51
ECATE pag. 63
DEMETRA / CERERE pag. 75
PSICHE pag. 87
PERSEFONE / PROSERPINA pag. 101
ERA / GIUNONE pag. 115
ATHENA / MINERVA pag. 127
GEA / TELLUS pag. 141
EOS / AURORA pag. 155
CONCLUSIONE pag. 169
BIBLIOGRAFIA pag. 171
NOTE pag. 173

4 recensioni per Intervista alle Dee greche

  1. Valutato 5 su 5

    Lu Paer

    Sono davvero convinta che queste letture possano essere illuminati per chi abbia necessità di capirsi ed orientarsi in questo cammino terreno. La prima responsabilità la dobbiamo a noi stessi, tutto il resto è una conseguenza. Grazie!

  2. Valutato 5 su 5

    Zsuzsa Lengyel

    Un libro prezioso per tutte quelle persone che vogliono conoscersi meglio tramite le saggezze antiche. Leggendolo otteniamo una visione olistica degli archetipi femminili presenti in noi. In più non è un libro solo teorico, ma pieno di esempi pratici che portano vicino a noi queste energie. Consiglio vivamente.

  3. Valutato 5 su 5

    Mara Catto

    Il libro contiene messaggi semplici ma potenti. Messaggi capaci di rapirci come una danza magica che ci trasporta in luoghi lontani, profondi per conoscere e comprendere noi stessi.
    Un manuale luminoso dove poter trovare importanti strumenti, le 12 Dee, per la nostra crescita spirituale.

    Ad majora

  4. Valutato 4 su 5

    Edizioni DBS

    http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Leggere,%20rileggere/Tra%20dee%20e%20oracoli%20%20il%20fascino%20millenario%20dello%20zodiaco_20160713.aspx?rubrica=Leggere,%20rileggere

    Leggere, rileggere A cura di Cesare Cavalleri
    13/07/2016 – Tra dee e oracoli, il fascino millenario dello zodiaco
    Non è la prima volta che ci occupiamo di astrologia, e lo facciamo con un sorriso, anche se la cosa è di suo abbastanza seria. Non dell’astrologia previsionale, quella che si legge in pillole sbadate sui giornali, ma dell’astrologia che compone gli oroscopi natali, cioè studia le disposizioni comportamentali di chi è nato in un certo segno e con certe coordinate. Di questo si sono occupati scienziati seri, a cominciare da Karl Gustav Jung, convinto e convincente.
    Ripetiamo subito l’aforisma risolutore di Tommaso d’Aquino: «Astra inclinant, non necessitant», gli astri influenzano ma non costringono, e così il libero arbitrio è messo in sicurezza. Non si può negare che i tipi umani hanno caratteristiche, gusti e pulsioni classificabili, e l’astrologia – che non è certamente una scienza esatta, bensì è una sapienza millenaria che si basa sulle ricorrenze di osservazioni statistiche – offre spunti di autoanalisi assai interessanti. Per esempio, io mi trovo ben riconosciuto dal mio segno, che è il più drammatico dello zodiaco, e il veder descritte certe mie tendenze caratteriali, ne facilita il controllo. Fino a particolari minimi, anche buffi: a me sono sempre piaciute molto le albicocche, e quando ho cominciato a frequentare gli oroscopi natali, ho scoperto che i nati nel mio segno prediligono, appunto, le albicocche.
    Sappiamo che sant’Agostino disprezzava risolutamente gli astrologhi, e se ne convinse definitivamente quando l’amico Firmino gli comunicò che lui e un altro bambino, nati nello stesso istante, avevano lo stesso oroscopo, eppure lui divenne ricco e l’altro schiavo. Invero l’argomento non sembra decisivo: può darsi che il ricco e lo schiavo avessero le stesse tendenze, virtù e vizi, che ciascuno applicava nelle rispettive circostanze, da ricco o da schiavo.
    Tra gli astrologi più importanti c’è il vescovo cattolico Luca Gaurico (1475-1558), autore di un Tractatus astrologicus molto dettagliato. Gaurico fu tenuto in alta considerazione dai papi Leone X e Paolo III (sì, proprio il Papa che indisse il Concilio di Trento).
    Eleonora Cortese Boscarato ha pubblicato un libro curioso, Intervista alle dee greche (Dbs, pagine 176, euro 17,00), in cui, fondendo mito e astrologia, gli archetipi femminili fondamentali sono assegnati a diverse divinità greche che ne impersonano le caratteristiche, secondo corrispondenze astrologiche basate sul passaggio della Luna nei diversi segni. Per ogni dea sono commentati gli oroscopi di due personaggi femminili ben noti. Singolare, per esempio, la sorte di Marylin Monroe e di Diana Spencer, entrambe con la Luna di nascita in Acquario, e riconducibili a Gea, dea della Terra. Marylin, che non seppe mai chi fosse suo padre, patì un senso di rifiuto e di sentirsi incompresa che la porteranno a divenire distruttiva, fino al tragico suicidio; la principessa Diana, sofferente da bambina per la separazione dei genitori, si ribellò ai codici di comportamento dell’aristocrazia e, in difficoltà col marito Carlo d’Inghilterra, frequentò altre figure maschili senza mai trovare l’anima gemella sempre ricercata (naturalmente nel libro le spiegazioni sono ben più particolareggiate). Ed è sorprendente che santa Maria Goretti e l’attrice Elizabeth Taylor siano entrambe Donne Persefone/Proserpina.
    Caso, fatalità, mere coincidenze? Il dubbio è sempre lecito, ma il libro è almeno un utile ripasso della mitologia greca cui hanno attinto e attingono filosofi e psicologi, a cominciare, da Sigmund Freud. A buon conto, l’oracolo di Delfi ammoniva: «Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli Arcani della natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori».

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