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Fratelli nella notte

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Alcuni anziani reduci raccontano la loro avventura nella seconda guerra mondiale: drammatiche testimonianze del passato. Oggi, con lo zaino della vita carico di anni, desiderano lasciare l’eco delle loro sofferte esperienze alle giovani generazioni, per ricordare che la guerra è sempre una terribile sventura e che la pace è un bene irrinunciabile per tutti i popoli.

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Peso 0,834 kg
Dimensioni 24 × 17 cm
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Alcuni anziani reduci raccontano la loro avventura nella seconda guerra mondiale: drammatiche testimonianze del passato. Oggi, con lo zaino della vita carico di anni, desiderano lasciare l’eco delle loro sofferte esperienze alle giovani generazioni, per ricordare che la guerra è sempre una terribile sventura e che la pace è un bene irrinunciabile per tutti i popoli.

Queste persone fino ad oggi hanno taciuto le loro terribili esperienze nella seconda guerra mondiale, quasi le avessero rimosse dai loro ricordi. Forse anche per il timore di non essere creduti. Per anni hanno portato nel loro animo l’orrore provocato dall’inutile morte di un compagno di scuola, di un paesano, di un ragazzo come loro, evitando gli sguardi di madri che non avevano più lacrime per piangere un figlio scomparso. Ora è giunto il momento di ascoltarli attentamente cercando di ritrovare nei loro racconti quella parte di vita perduta, ma soprattutto di cogliere un preciso insegnamento: la guerra è assurda e porta solo morte e distruzione.

Basandosi su questi principi Carlo Balestra ha voluto raccogliere le testimonianze dei reduci feltrini, rendendo loro omaggio e tramandandone la memoria alle genera-zioni future. Lo scritto segue puntualmente il loro modo di esprimersi, mantenendo a volte le classiche espressioni della lingua parlata e anche le frequenti ripetizioni lessicali. I racconti –  fatti nelle varie parlate dialettali del Feltrino – sono brevi e leggibili, perché si è cercato di cogliere soprattutto l’essenza umana di chi parlava, di sottolineare il loro messaggio, più che di raccontare un fatto d’arme. La scontata imprecisione di alcune date o luoghi sarà dunque perdonata, visto che è parso fondamentale soprattutto il significato che i racconti assumono sul piano umano.

Il titolo del libro contiene la metafora della notte con il buio profondo, dove il cielo è offuscato e la luna e le stelle non riflettono il loro chiarore, la terra è fredda, senza luci, e il silenzio è spettrale. La notte rappresenta la solitudine, l’oblio, l’ignoto: è l’impossibilità di poter comunicare con gli altri. L’uomo è solo con i propri pensieri, è nudo di fronte al nulla. Ecco però al-l’improvviso, quando pensa di non uscire più dall’oscurità, sente una voce e gli appare una fioca luce. È l’alba della speranza, è la forza del giorno che riappare piano piano.

Così fu per i nostri soldati sui vari fronti della seconda guerra mondiale, nella tragedia della morte dove, soli con sé stessi, affrontarono un destino crudele, combatterono altri uomini, che a loro volta erano immersi nell’oscurità del dolore e della sofferenza. Fu quello il tempo dell’ira e dell’odio. Molti, nella notte, capirono l’importanza della fede, dell’amore, della fratellanza. I pochi che rividero il giorno compresero il valore della vita e della solidarietà, ma soprattutto della pace fra gli uomini. Nelle tenebre meditarono sugli errori vissuti e tornarono alla luce come fratelli, con una speranza di riconciliazione fra i popoli. Il volume è scritto per loro, che seppero soffrire dignitosamente in guerra, senza mai abbandonare la fiducia in un futuro migliore».

Illustrazioni: b/n

Quarta edizione

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