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Ebrei a Feltre nel Quattrocento

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Centocinquanta pagine che legano insieme i fili sottilissimi dei documenti (pochi, avari e restii a farsi trovare facilmente) rintracciati per i quattro cantoni e che ricostruiscono l’ordito di una parte di storia che, è vero, sarà anche micro. Ma, come si sa, anche le storie micro fanno parte di quella macro: e, a volte, ne vengono anche tirate dentro per il coppino, al punto da diventare macro loro stesse.

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Peso 0.222 kg
Dimensioni 12.5 × 21 cm
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Descrizione

Uno scarto di bottega. Ebrei storia.

“Prendiamo una città nella quale – causa incendio – siano andati distrutti tutti i documenti precedenti al XVI secolo. Poi prendiamo una comunità dalla storia complicata: ricca, dunque capace di attirare invidie, e costretta a cambiamenti rapidi. Infine ci serve una testa. Un cervello, che abbia già dato prova di pazienza, di osservazione certosina e di attitudine alle imprese complicate. Perché l’impresa in questione, è chiaro, non può che essere una: l’indagine sulla vita di questa comunità tormentata, nella famosa città di cui s’è detto, ma negli anni precedenti l’incendio. Ovvero: lì dove i libri di storia hanno al massimo una pagina bianca, non conservano memoria alcuna. Insomma: non sono (ancora) stati scritti. Ecco: se alla città mettiamo il nome di Feltre; se chiamiamo ebrei i membri della comunità; e se al cervello sottile diamo la penna, e la faccia, di Matteo Melchiorre, non si tratta altro che di aspettare. Poi (e poi vuol dire: una decina di anni dopo, tra studi presi e ripresi a più mandate) viene fuori un libro.

Centocinquanta pagine che legano insieme i fili sottilissimi dei documenti (pochi, avari e restii a farsi trovare facilmente) rintracciati per i quattro cantoni e che ricostruiscono l’ordito di una parte di storia che, è vero, sarà anche micro. Ma, come si sa, anche le storie micro fanno parte di quella macro: e, a volte, ne vengono anche tirate dentro per il coppino, al punto da diventare macro loro stesse. “Ebrei a Feltre nel Quattrocento”, edito da Famiglia Feltrina nella collana “Studi e ricerche”, è proprio questo: un libro che passeggia sul crinale di micro e macro storia dalla prima all’ultima pagina, restituendo i testi al contesto, il particolare al generale, e illuminato sempre da una scrittura limpida, chiara e coinvolgente. Niente polvere, niente barbe lunghe: questo è un lavoro di ricerca, di ostinazione e (bisogna dirlo) di amore. Solo un affetto profondo per la propria terra riesce infatti a sostenere dieci anni di caccia silenziosa tra i faldoni degli archivi di Feltre, Belluno, Treviso, Venezia.

Un lavoro di setaccio a metà tra la perizia dei cercatori di pepite d’oro e l’analisi comparativa e deduttiva della lente di Sherlock Holmes. Le carte, si diceva, non sono state particolarmente ciarliere sulla materia. Eppure, a furia di scandagliare, il libro di Matteo Melchiorre è riuscito a restituire nomi, parentele, sistemi di prestito, movimenti da e per Feltre, e persino diatribe, furberie, miserie, necessità della società feltrina del Quattrocento, alle prese con Venezia, con il passaggio dei predicatori, con svariate epidemie di peste. Il primo merito di questo volume è di sicuro quello di aver attestato una presenza ebraica di quindicesimo secolo lì dove prima non se ne sapeva nulla, rendendo fruibili i contenuti di alcuni documenti inediti. Riprendono corpo e memoria, così, le figure dei prestatori autorizzati dalla Serenissima: Leone di Anzelino da Feltre, magister Salomon, Josep di Josep di Augusta. Tre famiglie: due di origine askenazita, dunque germanica, e una probabilmente sefardita, quindi spagnola. Siamo sicuramente lontani dai numeri della presenza ebraica coeva in città come Treviso, o Padova. Non siamo, afferma lo storico, nemmeno davanti alle cifre di una comunità minima che si possa considerare come tale. Tuttavia, lo studio di Matteo Melchiorre permette di riflettere sulle condizioni del territorio e dell’economia feltrina quattrocentesca proprio nel controcampo provocato dalle notizie sull’attività feneratizia in atto in questo periodo.

Sullo sfondo, pronta a guadagnarsi terreno dalla metà del secolo in poi, tutta la questione sociale legata alla presenza ebraica: integrazione, non integrazione, diffidenza, persecuzione ruotano intorno alle incursioni dei predicatori, alla presenza di Bernardino da Feltre, alle necessità di pagamento di Venezia, ai processi terribili della vicina Trento. Insomma: non fatevi ingannare. Matteo Melchiorre lo chiamerà anche “uno scarto di bottega”, questo lavoro, nato parallelamente ai suoi studi su Bernardino da Feltre e confluiti, un anno fa, nel saggio “A un cenno del suo dito”. Ma è uno scarto di una bottega assai quotata. Come una miniatura: che vale la pena osservare da molto, molto vicino”.

Michela Fregona in Corriere delle Alpi, 12 agosto 2012

Edizioni Famiglia Feltrina

 

Indice

7 Abbreviazioni

Capitolo primo

9 L’insediamento ebraico di Feltre nella prima metà

del Quattrocento (1404-1447)

14 1. Ebrei e cambi di dominio. Leone di Anzelino

da Feltre (1404-1420)

21 2. Magister Salomon (1420-1429) e lo statuto dei

notai (1425)

28 3. L’askenazita contestato. Josep di Josep da

Augusta (1429-1447)

40 4. Aspetti generali dell’insediamento ebraico di

Feltre nella prima metà del Quattrocento

Capitolo secondo

49 Gli ebrei a Feltre nella seconda metà del

Quattrocento (1447-1485)

50 1. Cos’è accaduto a metà Quattrocento?

58 2. L’ambasceria antiebraica di Donato

Tomitano a Venezia

61 3. Ebrei di Feltre nei processi contro gli ebrei

di Trento (1475)

73 4. Mobilità e famiglie ebraiche. Abraham da

Feltre e «dona Tarsia»

78 5. La «apoteca» di Bonomo ebreo (Feltre, 1485)

Capitolo terzo

83 Da una città a una contea. La fine

dell’insediamento ebraico feltrino (1485-1492)

83 1. Tra spegnimento ed espulsione

87 2. Le prediche di Bernardino da Feltre (1492)

e la contea di Cesana

99 3. Una storia chiusa

Capitolo quarto

101 L’ultimo ebreo (1509-1510)

102 1. «Questa infelice cità combusta»

104 2. Il frumento del Fondaco e Benedetto ebreo

(1509-1517)

Post scriptum

115 Forza di una profezia (1589)

119 Appendici

127 Bibliografia

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