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Cèssi e Punèr

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Cessi: “ora è quasi una parola tabù, nessuno ne parlerebbe volentieri e non sarebbe sicuramente un argomento d’arte. Una volta però il cèsso era parte della vita di tutti i giorni, perfino oggetto di contese per poter usufruire del ricavato come fertilizzante.

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Informazioni aggiuntive

Peso 0.291 kg
Dimensioni 15 × 21 cm
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Descrizione

Cessi: “ora è quasi una parola tabù, nessuno ne parlerebbe volentieri e non sarebbe sicuramente un argomento d’arte. Una volta però il cèsso era parte della vita di tutti i giorni, perfino oggetto di contese per poter usufruire del ricavato come fertilizzante.

I coscritti si permettevano, una volta all’anno, di sconvolgere nel vivo la quotidianità, causando non pochi mugugni e rimbrotti da parte delle anziane dei cortivi, “sequestrando”, notte tempo, la porta dei cèssi, o il tetto, o una delle pareti.

E poi… Era sempre facile fare della filosofia spicciola, soprattutto in relazione alla eguaglianza tra gli uomini e alla gratuità dell’atto:

Qui si entra pesanti e dolenti e si esce felici e contenti

Oppure:

Qui si entra e non si paga, ci si siede e poi si caga, poi si esce allegramente, senza aver pagato niente.

Sono tutti prìncipi, sono tutti re, ma quando sono sul cèsso, sono tutti come me.

Anche il punèr aveva la propria dignità e contribuiva ad accompagnare la nostra gente tutti i giorni ed in alcuni eventi particolari: il canto del gallo, la fortàia con la polenta, el sbatudìn, la pita léssa e la menèstra dei sposi, il bródo per malati e puerpere.

Ecco qua allora i due temi del presente quadernetto: cèssi e punèr. Chi ha preso in mano il libretto o, prima ancora, ha letto il titolo di copertina sorriderà bonario.

Era doveroso un omaggio anche a questi “oggetti” ormai in via di sparizione e tante volte nemmeno riconosciuti dai più nel loro effettivo significato. Non li vedremo più per molto nel nostro ambiente, perché le lamiere si forano e il legno marcisce, ma due parole scritte e fermate sulla carta potrebbero ricordare ancora per molto tempo il loro esistere nel mondo contadino.”

 

Illustrazioni: colore

 

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