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Capitèi verdi

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Dal Montello ai colli asolani.

Capitèi verdi sono i sacelli arborei sopravvissuti alla dirompente trasformazione urbanistica subita dal territorio veneto negli scorsi decenni. Spiega l’autrice: “Se consultiamo un qualsiasi vocabolario italiano alla voce capitello, troviamo un significato ben diverso da quello che nel Veneto s’intende con capitèl, capitèlo o capitèo, un termine che, nell’accezione tipica della nostra regione, non è documentato in nessun’altra parte d’Italia. Ciò di cui vogliamo trattare non è la parte superiore della colonna indicata nei dizionari, bensì il sacello, l’edicola sacra.

L’aggettivo verde vuol indicare qualcosa di vivo, in questo caso una pianta che ha accolto tra i suoi rami un’icona, un’immagine sacra, generalmente racchiusa entro una cassetta votiva in legno o in metallo, spesso fatta a capanna, che può avere davanti un vetro protettivo e magari anche una reticella.

Posti nei quadrivi, nei trivi, all’imbocco di stradine private oppure ai confini delle proprietà agrarie, come i sacelli d’altro tipo, i capitèi verdi erano oggetto di culto da parte di una famiglia o degli abitanti di un colmello, cioè di una borgata. La maggior parte di essi erano anche luoghi di sosta delle processioni penitenziali di primavera, le Rogazioni, che avevano carattere propiziatorio e apotropaico (vale a dire di scongiuro). La loro origine è però molto remota, anteriore al sorgere di qualsiasi religione codificata: si tratta di segni ancestrali di un’antichissima cultura rurale”.

Questo libro, frutto di una lunga accurata ricognizione, intende far conoscere i “capitèi verdi” per contribuire a preservare la memoria storica di un’antichissima civiltà contadina, di cui essi sono significativi testimoni. Simboli viventi della pietà popolare, come scrive nella prefazione Ulderico Bernardi.

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Peso 0.412 kg
Dimensioni 16 × 23 cm
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Dal Montello ai colli asolani.

Capitèi verdi sono i sacelli arborei sopravvissuti alla dirompente trasformazione urbanistica subita dal territorio veneto negli scorsi decenni. Spiega l’autrice: “Se consultiamo un qualsiasi vocabolario italiano alla voce capitello, troviamo un significato ben diverso da quello che nel Veneto s’intende con capitèl, capitèlo o capitèo, un termine che, nell’accezione tipica della nostra regione, non è documentato in nessun’altra parte d’Italia. Ciò di cui vogliamo trattare non è la parte superiore della colonna indicata nei dizionari, bensì il sacello, l’edicola sacra.

L’aggettivo verde vuol indicare qualcosa di vivo, in questo caso una pianta che ha accolto tra i suoi rami un’icona, un’immagine sacra, generalmente racchiusa entro una cassetta votiva in legno o in metallo, spesso fatta a capanna, che può avere davanti un vetro protettivo e magari anche una reticella.

Posti nei quadrivi, nei trivi, all’imbocco di stradine private oppure ai confini delle proprietà agrarie, come i sacelli d’altro tipo, i capitèi verdi erano oggetto di culto da parte di una famiglia o degli abitanti di un colmello, cioè di una borgata. La maggior parte di essi erano anche luoghi di sosta delle processioni penitenziali di primavera, le Rogazioni, che avevano carattere propiziatorio e apotropaico (vale a dire di scongiuro). La loro origine è però molto remota, anteriore al sorgere di qualsiasi religione codificata: si tratta di segni ancestrali di un’antichissima cultura rurale”.

Questo libro, frutto di una lunga accurata ricognizione, intende far conoscere i “capitèi verdi” per contribuire a preservare la memoria storica di un’antichissima civiltà contadina, di cui essi sono significativi testimoni. Simboli viventi della pietà popolare, come scrive nella prefazione Ulderico Bernardi.

INDICE

• Presentazione pag. 7

• Introduzione pag. 9

1. L ’albero e il suo rapporto con l’uomo (Schede I, II, III) pag. 13

2. A ll’origine dei riti magico-religiosi pag. 19

3. R iti e culti dei Veneti antichi (Schede IV e V) pag. 23

4. L a romanizzazione del Veneto pag. 31

5. Cristianizzazione del Veneto (Scheda VI) pag. 35

6. L e Rogazioni: pag. 39

O rigini e formule

Gli altarini

7. L e Rogazioni a Montebelluna e dintorni (Scheda VII) pag. 47

8. Cosa rimane dell’antico rito pag. 53

9. L a Rogazione di Asiago pag. 55

10. L a Rogazione in Valle Aurina (Schede VIII e IX) pag. 59

11. T ipologia dei capitèi verdi: pag. 63

Specie arboree (Scheda X)

I mmagini sacre

T eche votive

12. I soggetti religiosi: pag. 83

L a Madonna (Schede XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI)

Gesù Cristo

L a Sacra Famiglia

Sant’Antonio da Padova

Sant’Antonio Abate (Scheda XVII)

A ltri Santi

13. Perdite, trasformazioni, recuperi (Schede XVIII e XIX) pag. 119

• Conclusione pag. 133

• Bibliografia pag. 135

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