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La sostanza del mostro sono io

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Mi sono arreso a Mobbing Dick e ho trovato la libertà.

Questo libro parla del mobbing che ogni giorno pratichiamo a noi stessi per tentare di isolarci dall’universo, dall’abbondanza, dalla fratellanza, dalla grazia di Dio.

Ogni capitolo è un’esperienza, per questo il libro si può leggere partendo da qualsiasi punto. Ciascuno è la tappa di un unico percorso che vuole costruire una via capace di farci uscire integri dal dolore. Quale? Quello procurato da terzi come quello che noi stessi ci infliggiamo.

A questo dolore l’autore ha dato il nome di Mobbing Dick e lo ha immaginato come un mostro. Il libro è il racconto del viaggio di un manipolo di uomini che si imbarcano per dare la caccia al mostruoso Mobbing Dick. Devono trovarlo! Ma devono, prima, riconoscerlo per stanarlo.

Le domande cominciano subito ad incalzare. Chi li guida in tale impresa? E se quel viaggio fosse una trappola e, quegli uomini, il pasto della balena? Quanti dovranno cadere prima di avvicinarsi alla verità? Come i nostri marinai si ribelleranno per cercare una fiamma che li riscaldi per il resto dei loro giorni? Tutto passa attraverso la propria libertà?

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Informazioni aggiuntive

Peso 0.303 kg
Dimensioni 15 × 21 cm
Autore

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Pagine

EAN

Descrizione

Mi sono arreso a Mobbing Dick e ho trovato la libertà.

Questo libro parla del mobbing che ogni giorno pratichiamo a noi stessi per tentare di isolarci dall’universo, dall’abbondanza, dalla fratellanza, dalla grazia di Dio.

Ogni capitolo è un’esperienza, per questo il libro si può leggere partendo da qualsiasi punto. Ciascuno è la tappa di un unico percorso che vuole costruire una via capace di farci uscire integri dal dolore. Quale? Quello procurato da terzi come quello che noi stessi ci infliggiamo.

A questo dolore l’autore ha dato il nome di Mobbing Dick e lo ha immaginato come un mostro. Il libro è il racconto del viaggio di un manipolo di uomini che si imbarcano per dare la caccia al mostruoso Mobbing Dick. Devono trovarlo! Ma devono, prima, riconoscerlo per stanarlo.

Le domande cominciano subito ad incalzare. Chi li guida in tale impresa? E se quel viaggio fosse una trappola e, quegli uomini, il pasto della balena? Quanti dovranno cadere prima di avvicinarsi alla verità? Come i nostri marinai si ribelleranno per cercare una fiamma che li riscaldi per il resto dei loro giorni? Tutto passa attraverso la propria libertà?

Il messaggio del libro è chiaro: ognuno di noi compie il proprio viaggio, i propri viaggi, ricchi di simboli e di esperienze che non sempre vengono messe a disposizione di chi parte dopo. Saliamo su una o più navi che si dirigono dove più o meno sappiamo o pensiamo di sapere. Altre volte si tentano rotte nuove. L’obiettivo è lo stesso: si cerca il tesoro. In questi viaggi la competizione sale, toccando vari livelli, ponendo delle priorità che, pian piano, tolgono il piacere del viaggio. Si accettano regole che siamo bravi ad esigere quando la tempesta ancora non ci investe. Poi, a volte, ecco spuntare la paura e tutto diventa relativo. La tempesta ci travolge, noi e quelle regole. Così, in cuor nostro, si scatena il timore di non potercela fare; si fa tangibile il bisogno di ritrovare nuovamente la calma, almeno quella apparente. Perciò leviamo le ancore, spezziamo le catene per cercare di liberarci, intanto, da noi stessi.

 

 

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