Ugo Bartolomei. Medaglia in oro

La fitta corrispondenza che Ugo Bartolomei tenne con la sua famiglia nell’ultimo
anno della Grande Guerra. Cadde a pochi giorni dalla fine del conflitto, durante la liberazione di Alano, compiendo un’azione da “Ardito”. Fu decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il libro comprende  il diario del Tenente don Giovanni Andreini, 2° Regg. FANTERIA.

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Peso 0.205 kg
Dimensioni 24 × 17 cm
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Descrizione

Ugo Bartolomei aveva solo 18 anni quando cadde a pochi giorni dalla fine della Grande Guerra, durante la liberazione di Alano, compiendo un’azione
da “Ardito”. “Ragazzo del ‘99 “, nato e cresciuto a Roma, volontario, generoso ma consapevole, fu decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

La fitta corrispondenza che Ugo Bartolomei tenne con la sua famiglia nell’ultimo
anno della Grande Guerra e riportata in questo libro, si presenta scritta su “Cartolina postale Italiana“, veloce da
scrivere e facile da controllare.
La censura non permetteva che si potesse individuarne la provenienza!

Leggendo le lettere di Ugo Bartolomei, si sente che gli fa piacere scrivere,
perché è raccontare quello che ha fatto, visto e vissuto, è stare in famiglia con
la mamma che gli parla e lo ascolta. Scrive di sera, quando tutto è un po’ più
tranquillo, scrive con una grafi a minuta e regolare: ha sempre tanto da dire e
da raccontare.

Pochi giorni prima dell’ultima impresa eroica scrive: “Percorriamo la rossa
e bella strada della vittoria. Canta l’aria sotto il morso dei proiettili. I nostri animi
sono in festa! Oggi si può morire senza dolore”.
Anche il dolore fisico, materiale è stata una prova con cui misurarsi e da superare
con coraggio: “Tre stupide schegge di una stupidissima bomba mi hanno
stupidamente ferito, leggerissimamente”.
Minimizza per non creare preoccupazioni e sofferenze ulteriori.

L’ultima cartolina scritta con la matita copiativa, scritta di fretta, scritta per
lasciare un ultimo segno di affetto, un momento prima di partire per la sua ultima
missione, dice solo: “Bacioni Ugo”.
Non scriverà più, altri scriveranno per lui!

I documenti originali sono stati donati dalla sorella Clara al maestro Cristiano
Codemo, che per primo si occupò di raccogliere, ordinare e conservare testimonianze,
documenti e reperti che raccontavano fatti eroici ed episodi significativi,
realmente avvenuti nel territorio di Alano, durante la Grande Guerra.
Si trovano al Museo Civico Storico Territoriale e del Recuperante, di Campo.

Il libro comprende anche il diario del Tenente don Giovanni Andreini. Cappellano Militare in forza al 2° Regg. FANTERIA, nel 1920, a Lucca, pubblicò il suo diario “2° Reggimento Fanteria SAVOIA – appunti di storia e memorie di guerra”, per rendere omaggio al valore e alla tenacia dei Fanti.

I suoi ricordi della prima guerra mondiale raccontano la quotidianità a volte drammatica e dolente,
spesso serena e operosa. E il cappellano nelle trincee della prima linea trasferiva
ordini, trepidava per chi partiva di pattuglia, si difendeva sparando con la
pistola o col moschetto, incoraggiava i deboli, era vicino e confortava chi era nel
pericolo e aveva paura, benediceva chi partiva e pregava per chi andava all’assalto,
si prendeva cura dei feriti, assisteva i moribondi, si preoccupava di seppellire
i morti in modo che il loro sonno eterno non fosse più disturbato dagli scoppi
delle granate.

Il volume è pubblicato a cura del Comune di Alano di Piave e degli Amici del Museo di Campo.

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