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Nove milioni di rami secchi

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Un libro sulla Grande Guerra, ma quanto raccontato – con parole e foto – potrebbe valere per qualsiasi conflitto armato. Per ognuno una foto in bianco e nero e un breve testo che riporta i loro pensieri di quel momento, o almeno quelli che gli autori immaginano siano stati.

 

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Dimensioni 19.5 × 13 cm
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Descrizione

Un libro sulla Grande Guerra, ma quanto raccontato – con parole e foto – potrebbe valere per qualsiasi conflitto armato.

I protagonisti hanno volti diversi, che cambiano di pagina in pagina: il soldato, l’ufficiale, il profugo, la bimba sfollata, il disertore, e l’elenco potrebbe continuare. Per ognuno una foto in bianco e nero e un breve testo che riporta i loro pensieri di quel momento, o almeno quelli che gli autori immaginano siano stati.

Non ci sono nomi, ogni personaggio è voce di una stessa umanità travolta e stravolta dalla guerra. Come tanti fotogrammi le loro storie si susseguono a formare un cortometraggio in cui oltre la guerra, oltre il sangue le trincee la paura, i protagonisti sono quei nove milioni di rami secchi, fatti di carne e ossa, che tra 1915 e 1918 persero la vita. Scrivono gli autori in una delle ultime pagine:

Dietro ogni soldato c’è un uomo, dietro ogni uomo c’è una storia. Ogni popolo ha il suo esercito. E la sua storia. Chi sono gli uomini che hanno formato gli eserciti di tutto il mondo e quanta voglia avevano di combattere le battaglie in cui erano coinvolti? Quanti di loro hanno veramente accettato di uccidere altri uomini con la divisa diversa dalla loro? E quanti si sono resi conto che quelli che avevano ucciso erano del tutto simili ai propri compagni? La guerra ricorda i propri eroi ma dimentica chi l’ha combattuta davvero: le persone gettate nella terra di nessuno per massacrare altri fantaccini come loro. La Prima Guerra Mondiale: per la prima volta nella storia la tecnologia riusciva a moltiplicare i risultati della follia omicida nascosta dietro ideali patriottici. Chi ha veramente vinto questo immane scontro se dopo vent’anni l’Europa precipitava ancora nel caos?

 

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